L'Assemblea nazionale della Repubblica di Slovenia, Comitato del lavoro, ha approvato la proposta di legge con la quale lo Stato aiuterà i datori di lavoro che per la pandemia del coronavirus non possono garantire il lavoro ad almeno il 30 % dei dipendenti contemporaneamente e che quindi saranno mandati a casa in attesa di lavoro. La misura varrà anche per gli imprenditori individuali (s.p.).

Lo scopo della legge è preservare il maggior numero dei posti di lavoro nella attuale situazione sul mercato conseguenza del coronavirus. A questa prima misura ne seguiranno altre.

I datori di lavoro dovranno liquidare ai dipendenti che saranno mandati a casa in attesa di lavoro l’80% della compensazione dello stipendio che rappresenta il medio stipendio del lavoratore degli ultimi tre mesi. Il datore di lavoro contribuirà il 60% (degli 80%), lo Stato il 40%. Il lavoratore potrà essere in attesa al massimo tre mesi.

Il datore di lavoro potrà esercitare il diritto al rimborso della compensazione dello stipendio solo una volta e al massimo per tre mesi consecutivi. Entro sei mesi dal termine della misura, non potrà dare dimissioni. Non avranno diritto all’aiuto i datori di lavoro che sono debitori fiscali, che hanno violato la legislazione del lavoro o sono in procedura d’insolvenza.

Avranno diritto fino all’80% del rimborso dello stipendio anche i dipendenti che secondo la decisione del Ministero della salute dovranno stare in quarantena. In questo caso l’intero importo sarà coperto dallo Stato.

Il Comitato ha adottato più complementi comprendendo delle misure anche per i s.p. ai quali verrà posticipato il pagamento dei contributi di aprile, maggio e giungo di due anni.

Piu membri dell'Assemblea hanno proposto di cancellare questi contributi o almeno la metà e posporre l'altra metà. Il segretario di Stato ha commentato che al momento si propone il posticipo ma che però discuteranno ancora sulle possibilità di aiutare i s.p., non solo per quanto riguarda i contributi.

Fonte STA